La qualità del progetto dell’opera pubblica: un fattore irrinunciabile per garantire il risultato.

Sommario: Premessa – 1. Dal procedimento al progetto: il nuovo ruolo del RUP. – 2. Il progetto come strumento giuridico di governo del rischio. – 3. Quadro esigenziale, DOCFAP e DIP: la qualità nasce prima del PFTE. – 4. PFTE e progetto esecutivo: due livelli, due funzioni, una sola coerenza. – 5. Verifica e validazione: due accertamenti spesso sottovalutati. – 6. L’affidamento dei servizi di ingegneria: qualità della prestazione e responsabilità della stazione appaltante. – 7. Il Bando tipo ANAC n. 2/2026 e la centralità della qualità progettuale. – 8. Progettare bene significa amministrare bene.

Premessa

Nel sistema delineato dal nuovo Codice dei contratti pubblici, la qualità del progetto dell’opera pubblica non può più essere considerata un tema meramente tecnico, rimesso alla sola responsabilità del progettista o confinato alla fase di redazione degli elaborati. Essa costituisce, al contrario, uno dei presupposti essenziali per l’effettiva attuazione del principio del risultato, posto dall’art. 1 del D.Lgs. 36/2023 quale criterio ordinante dell’intera attività contrattuale della pubblica amministrazione.

Il risultato, infatti, non coincide semplicemente con l’aggiudicazione della gara, né con la formale stipulazione del contratto. Il risultato, nel settore dei lavori pubblici, si misura nella capacità dell’amministrazione di programmare, progettare, affidare ed eseguire un’opera utile, realizzabile, sostenibile, conforme ai fabbisogni pubblici e coerente con tempi, costi e qualità preventivati. In questa prospettiva, la progettazione diventa il primo atto a garanzia del risultato.

Una procedura di gara corretta, se fondata su un progetto debole, incompleto o non sufficientemente verificato, non è in grado di assicurare il buon esito dell’intervento. Anzi, molto spesso le criticità che emergono nella fase esecutiva — varianti, riserve, sospensioni, contenziosi, extracosti, ritardi — trovano la loro origine in carenze maturate nella fase programmatoria e progettuale. È quindi nella qualità del progetto che si gioca, in larga parte, la possibilità concreta di realizzare l’opera pubblica secondo gli obiettivi dichiarati.

Di questi temi ho avuto l’opportunità di parlare nelle due lezioni dedicate alla progettazione dei lavori pubblici, svolte il 18 maggio 2026 e il 22 maggio 2026, nell’ambito del percorso formativo rivolto ai RUP organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Messina e OICE Academy.  L’occasione, offertami da Franco Cavallaro e Gabriele Scicolone, che ringrazio, mi ha consentito di evidenziare come la qualità del progetto dei lavori pubblici non sia un tema confinato alla tecnica professionale, ma rappresenti uno snodo centrale dell’azione amministrativa: dalla corretta impostazione del quadro esigenziale alla redazione del DOCFAP e del DIP, dalla costruzione del PFTE e del progetto esecutivo fino all’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura. Il messaggio di fondo è che il principio del risultato non si garantisce comprimendo la fase progettuale, ma rafforzandola, governandola e rendendola effettivamente idonea a sostenere la gara, il contratto e l’esecuzione dell’opera.

1. Dal procedimento al progetto: il nuovo ruolo del RUP

Il D.Lgs. 36/2023 ha ridisegnato la figura del RUP, non più inteso soltanto come responsabile del procedimento, ma come responsabile unico del progetto. La modifica terminologica non è neutra. Essa segnala un diverso modo di intendere la funzione amministrativa: non più mera sequenza di adempimenti, ma governo unitario di un intervento pubblico articolato in fasi.

Il RUP è chiamato a presidiare il passaggio dal fabbisogno alla programmazione, dalla programmazione alla progettazione, dalla progettazione alla gara, dalla gara all’esecuzione e, infine, al collaudo e alla gestione durante l’intero ciclo di vita. La sua responsabilità non si esaurisce nella regolarità formale degli atti, ma si estende alla coerenza complessiva del processo realizzativo.

È in questo quadro che assume pieno significato il principio del risultato. Il RUP deve assicurare che ogni fase sia funzionale alla successiva e che il progetto non sia un prodotto isolato, ma il punto di arrivo di un percorso istruttorio, decisionale e tecnico adeguatamente governato. Il progetto deve essere coerente con il quadro esigenziale, con il documento di fattibilità delle alternative progettuali, con il documento di indirizzo alla progettazione, con il quadro economico, con i vincoli autorizzativi, con il piano delle indagini, con lo stato dei luoghi e con le condizioni effettive di cantierabilità.

Ne deriva che il RUP non può limitarsi a ricevere il progetto. Deve governarne la formazione, verificarne la coerenza con gli obiettivi dell’amministrazione e assicurare che gli strumenti di controllo — verifica, validazione, acquisizione dei pareri necessari, controllo dei costi, gestione delle interferenze — siano attivati in modo tempestivo e sostanziale.

2. Il progetto come strumento giuridico di governo del rischio

Il progetto dell’opera pubblica non è soltanto un insieme di elaborati tecnici. È anche un documento giuridico, economico e contrattuale. Esso definisce l’oggetto dell’affidamento, delimita le obbligazioni dell’appaltatore, orienta la formulazione dell’offerta, incide sulla distribuzione dei rischi, condiziona la contabilità dei lavori e costituisce il parametro rispetto al quale valutare varianti, riserve e responsabilità.

Un progetto incompleto o ambiguo produce inevitabilmente incertezza contrattuale. Se non descrive adeguatamente lo stato dei luoghi, se non censisce le interferenze, se non recepisce le prescrizioni degli enti, se non è fondato su indagini proporzionate, se non consente di misurare e contabilizzare correttamente le lavorazioni, il contratto nasce fragile. E un contratto fragile è destinato a trasferire sull’esecuzione ciò che avrebbe dovuto essere risolto nella progettazione.

Da questo punto di vista, la qualità progettuale è anche una misura di prevenzione del contenzioso. Molte controversie in materia di lavori pubblici non derivano da eventi imprevedibili, ma da rischi non conosciuti, non istruiti o non correttamente allocati. La progettazione serve proprio a ridurre l’area dell’incertezza fisiologica e a impedire che l’imprevisto diventi il prodotto di una carenza conoscitiva imputabile alla fase preparatoria.

L’errore da evitare è considerare la progettazione come un costo da ridurre o come un tempo da abbreviare oltre misura. Una progettazione insufficiente non accelera l’opera: rinvia semplicemente il problema alla fase esecutiva, dove ogni correzione diventa più onerosa, più conflittuale e più difficilmente governabile.

3. Quadro esigenziale, DOCFAP e DIP: la qualità nasce prima del PFTE

Il nuovo sistema della progettazione pubblica impone di attribuire piena centralità agli atti che precedono i livelli progettuali propriamente detti.

Il quadro esigenziale individua il fabbisogno pubblico. Il DOCFAP consente di valutare le alternative progettuali, di confrontare scenari, costi, benefici, criticità e condizioni di fattibilità. Il DIP traduce il fabbisogno e la soluzione prescelta in indirizzi progettuali, requisiti, prestazioni attese, elaborati richiesti, tempi, vincoli e obiettivi verificabili.

In particolare, il Documento di indirizzo alla progettazione assume una funzione decisiva. Esso non è un allegato meramente descrittivo, né un documento accessorio. È l’atto attraverso il quale l’amministrazione, per il tramite del RUP, cristallizza il mandato progettuale. Un DIP debole genera inevitabilmente un progetto debole, perché lascia indeterminati gli obiettivi, i livelli di approfondimento, le prestazioni attese e i criteri di verifica.

La qualità del progetto, dunque, non nasce nel momento in cui il progettista redige gli elaborati. Nasce prima, quando la stazione appaltante chiarisce che cosa vuole realizzare, per quale finalità pubblica, con quali vincoli, con quale livello di conoscenza dello stato dei luoghi e con quali condizioni di sostenibilità tecnica, economica, ambientale e amministrativa.

Il principio del risultato richiede proprio questo: non una progettazione formalmente completa, ma una progettazione sostanzialmente idonea a condurre l’intervento alla sua realizzazione.

4. PFTE e progetto esecutivo: due livelli, due funzioni, una sola coerenza

La riduzione dei livelli progettuali operata dal Codice accentua la responsabilità della stazione appaltante nel governo del PFTE e del progetto esecutivo.

Il progetto di fattibilità tecnico-economica non può essere trattato come un elaborato preliminare di contenuto generico. Esso deve consentire all’amministrazione di assumere decisioni consapevoli, acquisire pareri e autorizzazioni, stimare correttamente l’opera, valutare vincoli, interferenze, sostenibilità e rischi. Nel caso di appalto integrato, poi, il PFTE assume una funzione ancora più delicata, perché diventa la base sulla quale l’operatore economico formula l’offerta e sviluppa il successivo progetto esecutivo.

Il progetto esecutivo, a sua volta, non deve, salvo rarissimi casi eccezionali e adeguatamente motivati, introdurre una soluzione diversa, ma sviluppare compiutamente quella già definita e assentita. Il passaggio dal PFTE al PE non è il luogo per correggere scelte sostanziali non governate in precedenza. Se il progetto esecutivo modifica significativamente quantità, qualità, soluzioni tecniche, categorie di lavorazioni o assetti economici, il problema non è soltanto redazionale: è un problema di legittimità, copertura finanziaria, responsabilità progettuale e coerenza dell’affidamento.

La continuità tra PFTE e PE costituisce quindi un fattore essenziale. Essa tutela la stazione appaltante, l’operatore economico, la trasparenza della procedura e la successiva fase esecutiva. Dove questa continuità si interrompe, aumenta il rischio di varianti improprie, contestazioni sull’oggetto contrattuale e alterazione dell’equilibrio economico dell’appalto.

5. Verifica e validazione: due accertamenti spesso sottovalutati

Uno dei passaggi più rilevanti del sistema è rappresentato dalla verifica del progetto e dalla successiva validazione. La qualità progettuale non può essere presunta sulla base dell’avvenuta consegna degli elaborati. Deve essere accertata.

La verifica non dovrebbe essere vissuta come un controllo formale di completezza documentale. Essa deve accertare la coerenza del progetto con il DIP, con il quadro esigenziale, con il livello progettuale precedente, con le prescrizioni normative e autorizzative, con il quadro economico, con il cronoprogramma, con i prezzi, con gli elaborati contrattuali e con le condizioni di cantierabilità.

La validazione, a sua volta, non è una mera presa d’atto. È l’atto con cui il RUP, sulla base degli esiti della verifica, attesta che il progetto può essere posto a base di gara o utilizzato per l’avvio della fase successiva. Proprio per questo, la validazione presuppone che le criticità emerse siano state effettivamente recepite e superate.

In questa prospettiva, verifica e validazione sono strumenti di garanzia del principio del risultato. Esse evitano che la gara si fondi su un progetto incompleto, che l’esecuzione inizi su basi fragili e che il contratto incorpori errori già conoscibili prima dell’affidamento.

6. L’affidamento dei servizi di ingegneria: qualità della prestazione e responsabilità della stazione appaltante

La qualità del progetto dipende anche dal modo in cui vengono affidati i servizi di ingegneria e architettura. L’esternalizzazione della progettazione o di altre prestazioni tecniche può essere necessaria e opportuna quando l’amministrazione non dispone internamente delle competenze, delle risorse o delle specializzazioni richieste.

Tuttavia, l’affidamento esterno deve essere preceduto da una rigorosa istruttoria. Occorre qualificare correttamente la prestazione, distinguere tra appalto di servizi tecnici e mera consulenza, definire il fabbisogno, verificare l’impossibilità di far fronte con risorse interne, stimare correttamente il corrispettivo, individuare i requisiti professionali, verificare incompatibilità e conflitti di interesse, assicurare copertura nel quadro economico e motivare la scelta.

L’affidamento all’esterno non deve essere il frutto di un automatismo, né di una motivazione stereotipata. Deve costituire l’esito di una ricognizione documentata, proporzionata alla funzione da esternalizzare e coerente con il grado di residualità previsto dal Codice per alcune prestazioni, in particolare verifica, direzione lavori e collaudi.

Anche sotto questo profilo il principio del risultato non giustifica scorciatoie. Al contrario, impone di scegliere operatori qualificati, procedure corrette e criteri di valutazione idonei a premiare la qualità effettiva della prestazione.

7. Il Bando tipo ANAC n. 2/2026 e la centralità della qualità progettuale

Il Bando tipo ANAC n. 2/2026 per i servizi di architettura e ingegneria, di recente adottato con delibera 153/2026, si colloca coerentemente in questa prospettiva. Esso rafforza l’esigenza di una gara SIA costruita non sulla mera competizione economica, ma sulla qualità dell’organizzazione professionale, del metodo, del gruppo di lavoro, degli output attesi e della capacità dell’operatore di governare la complessità tecnica dell’incarico.

La previsione di una componente del corrispettivo a prezzo fisso e di una quota limitata assoggettabile a ribasso costituisce un passaggio particolarmente significativo. La competizione non viene eliminata, ma viene ricondotta entro un perimetro compatibile con la natura intellettuale e professionale della prestazione. In tal modo, la stazione appaltante è chiamata a valutare con maggiore attenzione la qualità tecnica dell’offerta, la metodologia proposta, l’organizzazione del servizio, la gestione delle interferenze, l’integrazione di BIM, CAM e sostenibilità, nonché la capacità del progettista di produrre elaborati realmente verificabili e utilizzabili.

Il messaggio è evidente: non si può pretendere un progetto di qualità se la procedura di affidamento svaluta la prestazione progettuale. La qualità dell’opera pubblica dipende anche dalla qualità della gara con cui viene selezionato chi dovrà progettarla.

8. Progettare bene significa amministrare bene

Alla luce di quanto esposto, la qualità del progetto dell’opera pubblica deve essere considerata un fattore irrinunciabile, non solo sul piano tecnico, ma anche sul piano giuridico-amministrativo.

Essa incide sulla legittimità degli atti, sulla corretta allocazione delle responsabilità, sulla sostenibilità economica dell’intervento, sulla riduzione del contenzioso, sull’effettività della concorrenza e sulla possibilità di realizzare l’opera nei tempi e nei costi previsti.

Il principio del risultato non può essere invocato per saltare passaggi istruttori, ridurre verifiche o accelerare impropriamente l’avvio della gara. Al contrario, esso impone di rafforzare la qualità della fase progettuale, perché solo un progetto solido consente alla stazione appaltante di conseguire un risultato realmente utile, stabile e difendibile.

L’opera pubblica non nasce in cantiere. Nasce nel momento in cui l’amministrazione individua correttamente il fabbisogno, valuta le alternative, redige un DIP chiaro, affida consapevolmente i servizi tecnici, pretende un PFTE adeguato, verifica il progetto, valida gli elaborati e pone a base di gara un oggetto contrattuale certo.

In definitiva, progettare bene significa amministrare bene. Significa trasformare il principio del risultato da formula generale a criterio operativo concreto. Significa riconoscere che la qualità del progetto non è un lusso, né un appesantimento procedurale, ma la condizione stessa perché l’opera pubblica possa essere realizzata, funzionare e produrre l’utilità collettiva per la quale è stata programmata.

La gestione delle criticità dell’appalto di lavori in fase di esecuzione.

La fase esecutiva dell’appalto pubblico è spesso il momento in cui emergono le criticità più rilevanti: gestione degli espropri, iscrizione e valutazione delle riserve, modifiche contrattuali, varianti, revisione prezzi e squilibri economici sopravvenuti ne sono alcuni esempi.

Spesso tali criticità hanno origine nelle fasi precedenti del ciclo di vita di un appalto pubblico: una programmazione che non tiene conto delle reali necessità dell’amministrazione pubblica, sottovalutando i costi di investimento e di esercizio; progetti redatti frettolosamente, senza adeguate indagini, analisi del rischio economico-finanziario e una pertinente valutazione dello stato di fatto, del sistema vincolistico, urbanistico e interferenziale; difetti nella selezione degli operatori;  inadeguate strutture di project management deputate alla governance dell’appalto, alla direzione e al collaudo dei lavori.

Se la realizzazione del progetto di un opera pubblica in qualità, tempi e costi attesi e sostenibili rappresenta il “risultato”, ogni fase del processo ha effetti sulle fasi successive, spesso con conseguenze disastrose per l’intera collettività.

Ne parleremo insieme all’Avv. Marco Morelli, all’Avv. Luca Petrone e all’Avv. Massimo Frontoni, lunedi 8 maggio 2026, presso Aula del Consiglio Comunale di Fiumicino.

Il seminario intende offrire un taglio operativo e aggiornato, con l’obiettivo di analizzare strumenti, responsabilità e procedure utili a prevenire il contenzioso e a gestire correttamente le situazioni di crisi dell’esecuzione contrattuale.

Nel corso della mattinata saranno approfonditi:

🔹 l’impatto del Codice dei contratti pubblici sugli espropri;
🔹 l’istituto della riserva nei lavori pubblici;
🔹 le modifiche al contratto in corso di esecuzione;
🔹 la revisione prezzi nei casi di shock economici improvvisi;
🔹 il ruolo dell’accordo bonario e del Collegio Consultivo Tecnico nella definizione delle criticità.

Avrò il piacere di intervenire sul tema “La revisione dei prezzi nei casi di shock economici improvvisi” e di moderare l’evento e la tavola rotonda conclusiva dedicata ai luoghi di definizione delle criticità in corso di esecuzione.

#AppaltiPubblici #LavoriPubblici #CodiceAppalti #Riserve #Varianti #RevisionePrezzi #Espropri #CCT #AccordoBonario #Ingegneria #FOIR #OIR

ISCRIZIONI AL LINK https://foir.it/formazione/eventi/1923

ORDINE DEGLI INGEGNERI ROMA E PROVINCIA – CONVEGNO A FIUMICINO – 8 MAGGIO 2026

MASTER IN LEGISLAZIONE E CONTENZIOSO DELLE OPERE PUBBLICHE: Ultimi giorni per iscriversi alla III edizione.

ULTIMI GIORNI per iscriversi alla Terza Edizione del prestigioso #Master universitario di 2° livello – Legislazione e contenzioso delle opere pubbliche. RUP, progettazione ed esecuzione, CCT.

Il Master ogni anno è arricchito con una offerta formativa in linea con la continua evoluzione della materia. Quest’anno sarà particolarmente rinforzato il modulo sul #Project_Management, nell’ambito dell’iniziativa parallela di certificazione secondo norma #UNI11648.

Le lezioni, al fine di potere venire incontro a tutte le esigenze, potranno essere seguite in modalità #blended, ossia interamente in presenza nella sede E-Campus di Roma, con il vantaggio di poter interagire con i docenti in aula, oppure in collegamento da remoto sincrono o a-sincrono.

Il Master, organizzato dall’Università degli Studi eCampus in collaborazione con la FOIR – Fondazione Ordine Ingegneri Roma, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, la Camera Amministrativa RomanaOICEASSOPM e TéchnePA è particolarmente consigliato a tutti coloro che si occupano di appalti pubblici, Dirigenti delle stazioni appaltanti, Responsabili Unici del Progetto RUP e del Procedimento RP, ma anche a liberi professionisti e personale delle imprese che erogano servizi per la pubblica amministrazione.

L’iniziativa si pone nel solco ormai da tempo tracciato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma di una azione incisiva finalizzata di innalzare il livello generale di cooperazione tra le stazioni appaltanti e gli operatori economici, nonché la qualità dei processi edilizi di realizzazione delle opere pubbliche.

Se desideri specializzarti a 360° nel campo degli appalti pubblici, sia che tu sia un tecnico, sia un giurista, scegli il Master di secondo livello in Legislazione e contenzioso delle Opere Pubbliche.

OBIETTIVI

Il Master si prefigge l’obiettivo di realizzare una formazione interdisciplinare per il personale dei ruoli tecnici delle amministrazioni statali e delle stazioni appaltanti tenute alla progettazione ed esecuzione delle opere pubbliche, con particolare riferimento alle figure professionali del RUP e dei membri del Collegio Consultivo Tecnico in ragione anche del rilievo strategico assegnato alle anzidette figure nella disciplina del nuovo codice degli appalti e nel raggiungimento degli obbiettivi NGEU e PNRR.

Il Master si pone altresì l’obiettivo di fornire una formazione altamente specialistica a liberi professionisti e personale delle imprese che erogano servizi per la PA, finalizzata ad innalzare il livello generale di cooperazione tra le stazioni appaltanti e gli operatori economici, nonché la qualità dei processi edilizi di realizzazione delle opere pubbliche.

DESTINATARI

Il Master è rivolto a coloro che intendono specializzarsi nella materia dei contratti pubblici con un approccio integrato e multidisciplinare, indispensabile per la formazione e l’aggiornamento delle figure professionali della PA che ricoprono i ruoli di dirigente e RUP, ma anche di ingegneri e avvocati liberi professionisti, direttori tecnici e amministratori di imprese e società di servizi che quotidianamente operano nel settore degli appalti pubblici.

Il costo di iscrizione è scontato per i dipendenti pubblici e per i professionisti membri degli enti e associazioni partner di eCampus o convenzionate per il Master, quali:

  • Avvocati del libero foro o di enti pubblici appartenenti alla CAR – Camera Amministrativa Roma o all’UNAA – Unione Nazionale Avvocati Amministrativisti. Per gli avvocati che non siano membri CAR o UNAA la decisione è presa dal Consiglio direttivo;
  • Ingegneri, architetti o altri professionisti tecnici che siano iscritti all’OIR – Ordine Ingegneri Roma, all’OICE, ad ASSOPM, ad ASSORUP, a TECHNE PA. Per i professionisti che non appartengano all’OIR o alle altre associazioni partner o convenzionate la decisione è presa dal Consiglio direttivo.

REQUISITI DI AMMISSIONE

Diploma di Laurea magistrale o vecchio ordinamento in giurisprudenza, economia, scienze politiche, ingegneria o architettura.

STRUTTURA E DURATA

Il master ha durata annuale. La modalità di erogazione didattica è blended, con lezioni frontali che si svolgeranno presso la sede eCampus di Roma, fruibili anche da remoto in diretta streaming e in modalità anche asincrona con successivo accesso alla piattaforma. Le tre forme di fruizione concorrono tutte ai fini del calcolo delle presenze.

Il corso è suddiviso in 8 moduli, al termine di ciascuno dei quali è prevista una prova scritta a risposta multipla. Sono inoltre previsti lo svolgimento di un tirocinio/workshop da 4 CFU e una prova finale che consiste nella stesura di una tesina, sotto la supervisione di un docente relatore, da discutere di fronte ad una Commissione di docenti nominata dall’Ateneo.

IL PIANO DI STUDI

Il master presenta un programma interdisciplinare che si sviluppa con i seguenti insegnamenti:

  • La programmazione della spesa e del finanziamento
  • La qualificazione delle stazioni appaltanti
  • Il RUP e la struttura di supporto. Principi di project management. Smart City e digitalizzazione
  • La progettazione: studi e indagini preliminari, BIM, qualificazione e accettazione materiali, P.S.C., verifica e validazione
  • La localizzazione e la procedura espropriativa. VIA e VAS CAM. La conferenza di servizi. Gestione terre e rocce da scavo
  • L’affidamento (scelte del contraente ed evidenza pubblica della procedura)
  • L’esecuzione e le vicende del contratto d’appalto. La direzione lavori. Le varianti. Le riserve. Risoluzioni e recesso. Il commissariamento
  • Il collaudo dei lavori pubblici: tecnico-amministrativo, statico, tecnico funzionale
  • La gestione degli appalti sottosoglia
  • Concessioni e partenariato pubblico e privato. Società in house e affidamenti in house
  • La responsabilità della PA: civile, erariale, penale, amministrativa
  • CCT e rimedi alternativi alla tutela giurisdizionale
  • La tutela giurisdizionale
  • Contratti nei settori speciali: il settore idrico. Le opere marittime
  • Contratti eseguiti all’estero e procurement internazionale

IL CONSIGLIO SCIENTIFICO

Il Master è coordinato da un Comitato Scientifico interdisciplinare composto da alcune tra le più elevate professionaLità giuridiche e tecniche operanti nel settore dei contratti pubblici (vedi locandina allegata).

IL CORPO DOCENTE

I docenti sono stati scelti tra le migliori professionalità giuridiche e tecniche del mondo degli appalti pubblici, professori universitari di diritto amministrativo e legislazione delle opere pubbliche, magistrati amministrativi e contabili, avvocati dello stato, dirigenti e professionisti di chiara fama.

MAGGIORI INFORMAZIONI SUL SITO DELL’UNIVERSITA’ eCAMPUS

Master in Legislazione e contenzioso delle opere pubbliche. RUP, progettazione ed esecuzione, CCT – Terza Edizione

Partirà presto la Terza Edizione del prestigioso #Master universitario di 2° livello – Legislazione e contenzioso delle opere pubbliche. RUP, progettazione ed esecuzione, CCT. L’unico Master veramente interdisciplinare ogni anno arricchito con una offerta formativa in linea con la continua evoluzione della materia. Quest’anno sarà particolarmente rinforzato il modulo sul #Project_Management, nell’ambito dell’iniziativa parallela di certificazione secondo norma #UNI11648.

Il Master, organizzato dall’Università degli Studi eCampus in collaborazione con la FOIR – Fondazione Ordine Ingegneri Roma, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, la Camera Amministrativa Romana, OICE e ASSOPM è particolarmente consigliato a tutti coloro che si occupano di appalti pubblici, Dirigenti delle stazioni appaltanti, Responsabili Unici del Progetto RUP e del Procedimento RP, ma anche a liberi professionisti e personale delle imprese che erogano servizi per la pubblica amministrazione.

Le lezioni, al fine di potere venire incontro a tutte le esigenze, potranno essere seguite in modalità #blended, ossia interamente in presenza nella sede E-Campus di Roma, con il vantaggio di poter interagire con i docenti in aula, oppure in collegamento da remoto sincrono o a-sincrono.

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Se desideri specializzarti a 360° nel campo degli appalti pubblici, sia che tu sia un tecnico, sia un giurista, scegli il Master di secondo livello in Legislazione e contenzioso delle Opere Pubbliche.

Condizioni particolarmente vantaggiose per i dipendenti pubblici e gli scritti agli Ordini degli Ingegneri, degli Architetti e degli Avvocati.

Maggiori INFORMAZIONI e ISCRIZIONI

APPALTI PUBBLICI – LA DISCIPLINA PROSSIMA VENTURA

Quale sarà la prossima disciplina degli appalti pubblici in Europa ? Come sarà declinata nel nostro Paese ?

Sembrerebbe ormai prossima l’uscita di una Nuova Direttiva UE Appalti che potrebbe prendere la luce entro il 2026, a distanza di dodici anni circa dalle direttive 2014/23-24-25/UE.

Ne parleremo il 9 dicembre all’Universita eCampus, insieme ad alcuni dei massimi esperti del settore.

Ci interrogheremo sull’opportunità di rimettere in gioco le regole del settore da poco riscritte e corrette dai decreti legislativi 36/2023 e 209/2024.

Cercheremo di capire dove la disciplina puo considerarsi allo stato consolidata e dove invece può e deve essere migliorata.

Le iscrizioni per gli ingegneri sono ancora aperte al sito https://foir.it/formazione/eventi/1771. Vi aspettiamo in Via Matera 18.

STRUTTURE DETENTIVE E MANAGEMENT GESTIONALE COMPLESSO

L’approccio sistemico alla complessità detentiva, tra storia, norme e metodologie progettuali teorico pratiche.

Nel mese di maggio 2025 la “LUMSA Human Academy – Fondazione Luigia Tincani”, con la collaborazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, della Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, Ordine degli Architetti della Provincia di Roma, delle Associazioni Across, A.I.G.A, ArTeA, CESP, e Téchne P.A., darà il via al Corso di Alta Formazione in “Strutture detentive e management gestionale complesso”.

Sono lieto di comunicare a tutti i tecnici della PA che è stata sottoscritta una convenzione con la LUMSA Academy che permetterà, unicamente soci di Téchne P.A. in regola con i versamenti delle quote annuali, l’accesso al Corso di Alta Formazione  ad un prezzo super agevolato, considerato il livello dei Partner e del Consiglio Scientifico.

Il Corso è finalizzato al perfezionamento scientifico e professionale di coloro che, in base alla loro preparazione accademica in architettura o ingegneria, sono interessati agli aspetti tecnici, di sicurezza e management gestionale del carcere, inteso anche come economia circolare, ai rapporti con il mondo esterno culturale e produttivo, fino alle complesse problematiche progettuali riguardanti in particolare la costruzione, la manutenzione e la gestione del manufatto edilizio nuovo e/o preesistente, fuori o dentro i centri abitati. Il progetto formativo è teso a fornire un complesso di conoscenze e competenze integrate a carattere sistemico, avvalendosi di esperti nel settore con maturata esperienza quali architetti, ingegneri, medici, psicologi, infermieri, arteterapeuti, avvocati, magistrati, personale di polizia penitenziaria e dirigenti dell’Amministrazione penitenziaria.

Per info generali sul corso si rinvia al sito Strutture detentive e management gestionale complesso | Lumsa Human Academy

Per info sulla convenzione basta inviare una mail a technepa@technepa.it.

LINK ALL’OPEN DAY DEL 15 APRILE 2025

L’INFINITO CANTIERE DEL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI. IL NUOVO CORRETTIVO E L’APPORTO DELLE DISCIPLINE TECNICHE E GIURIDICHE ALLE SCELTE LEGISLATIVE

Giornata di studi dedicata alla presentazione della seconda edizione del Master “Legislazione e contenzioso delle OO PP. RUP, progettazione ed esecuzione, CCT”
organizzata da ECAMPUS in collaborazione con OIR, FOIR, CAR, OICE e ASSOPM

Il 30 Novembre 2024 si terrà presso la sede dell’Università degli Studi eCampus in Via Matera 18 a Roma la presentazione della seconda edizione del #Master universitario di 2° livello in “Legislazione e contenzioso delle OO.PP., RUP, progettazione ed esecuzione, CCT”, organizzata da eCAMPUS in collaborazione con Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, FOIR – Fondazione Ordine Ingegneri Roma, Camera Amministrativa Romana, OICE e ASSOPM – Associazione Italiana Project Manager.

L’evento, coordinato dal Prof. fabio francario e che vedrà la partecipazione di illustri personalità del mondo degli appalti pubblici, dell’Università e delle professioni, sarà l’occasione per discutere delle criticità del nuovo #codicedeicontrattipubblici #dlgs36_2023 e delle possibili soluzioni messe a punto con il #correttivo di recente approvato dal Consiglio dei Ministri.

Una #manutenzione necessaria del nuovo codice, alla luce dell’esperienza maturata nei primi 18 mesi dalla sua entrata in vigore dalle professionalità tecniche e giuridiche concretamente chiamate alla sua applicazione.

Il Master, anche nella sua seconda edizione, mantiene e punta decisamente sull’importanza di una #formazione #interdisciplinare rivolta agli operatori sia interni che esterni alla #PA tenuti all’applicazione del codice dei contratti pubblici: #ResponsabiliUnicidelProgetto, ma anche a #liberiprofessionisti e personale delle #imprese che erogano servizi per la pubblica amministrazione.

In particolare, la seconda edizione del Master prevede un corposo pacchetto di ore di formazione sul #projectmanagement, propedeutico all’ottenimento della certificazione di #PM da parte di Enti riconosciuti da Accredia.

Le lezioni, al fine di potere venire incontro a tutte le esigenze, potranno essere seguite in modalità #blended, ossia interamente in presenza nella sede eCampus di Roma, con il vantaggio di poter interagire con i docenti in aula, oppure in collegamento da remoto.

L’iniziativa si pone nel solco, tracciato dai partner organizzatori del Master, di una azione incisiva finalizzata di innalzare il livello generale di cooperazione tra le stazioni appaltanti e gli operatori economici, nonché la qualità delle azioni necessarie a garantire un elevato livello di qualità dell’intero ciclo di vita dei contratti pubblici, in tutte le sue fasi, dalla #programmazione, alla #progettazione come #design, all’#affidamento ed #esecuzione, nel loro insieme da intendere come il #progetto dell’opera pubblica.

I contratti FIDIC

3 GIUGNO 2024

Il 3 giugno 2024 la Commissione Tematica CODICE APPALTI istituita presso l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, in collaborazione con Studio Legale Padovan (FIDIC Affiliate Member), propone ai propri iscritti un seminario sul tema “Contratti FIDIC”.

Il seminario è dedicato alla presentazione dei modelli di contratto FIDIC, acronimo di Fédération Internationale des Ingénieurs-Conseils (International Federation of Consulting Engineers), organizzazione internazionale che riunisce e rappresenta le associazioni di ingegneri a livello globale.

FIDIC, fondata nel 1913 con sede centrale a Ginevra, è divenuta oggi un’organizzazione che comprende quasi 100 paesi membri – Member Associations – che rappresentano 4 milioni di professionisti qualificati nel campo dell’ingegneria e della consulenza, operando attraverso cinque macroregioni: Europa (EFCA), Africa, Asia e Pacifico (ASPAC), America Latina (FEPAC) e Nord America (USA e Canada). 

FIDIC redige e pubblica modelli di contratto standard internazionali e documenti di pratica commerciale per committenti, consulenti, sub-consulenti e joint venture, fornendo altresì servizi di nomina dei membri delle commissioni per la risoluzione delle controversie, ai fini dell’implementazione dei diversi modelli di contratto.

Per maggiori informazioni vai al Link https://foir.it/formazione/eventi/1185

Digitalizzazione degli Appalti pubblici.

Il 20 marzo 2024, all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma parleremo di “Digitalizzazione degli Appalti: modelli e strumenti informativi per lavori, servizi, forniture e big data“.
Affronteremo il tema della digitalizzazione durante l’intero ciclo di vita dei contratti pubblici, nonché dell’importanza degli open data e dei big data nei processi di e-procurement e analisi. Non mancherà un focus sulla metodologia open BIM.
In tutte le fasi del progetto di realizzazione di un opera pubblica è ormai imprescindibile saper governare adeguatamente i sottesi procedimenti tecnici e amministrativi con idonei strumenti digitali, sia perché ci aiutano a rendere più efficace ed economico ogni processo, sia per garantire trasparenza e parità di trattamento degli operatori economici.

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