Il #RUP, quale “unico responsabile” di ciascuna fase che caratterizza la realizzazione di un “lavoro pubblico” vede le sue origini nella Legge #109/94 ma, nella sua veste di responsabile del procedimento amministrativo, la figura affonda le sue radici nella Legge #241/90, che individua le regole basilari per l’iniziativa, l’istruttoria e la decisione di un’Amministrazione pubblica nell’interesse della collettività, legge che a distanza di oltre 30 anni dalla sua emanazione ancora rimane un riferimento imprescindibile nell’adozione di ogni provvedimento amministrativo. Ancor prima, nella sua veste di “tecnico” incaricato di garantire la corretta esecuzione a regola d’arte di un lavoro pubblico ne individuiamo le tracce nella figura dell’Ingegnere Capo, le cui competenze furono definite già con il RD 2854 del 19.12.1875 e in seguito dettagliatamente declinate nel successivo RD 350 del 25.05.1895, rimasto in vigore per oltre 100 anni, fino all’emanazione del DPR 554/99. È pertanto una figura che, potremmo dire, ha attraversato la storia del nostro Paese, dall’Unità di Italia fino ai giorni d’oggi, al quale il Legislatore ha voluto via via assegnare ulteriori e molteplici attività e responsabilità.
Ne parleremo lunedì 26 febbraio all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma. L’evento è aperto a tutti e potrà essere seguito in presenza e in webinar.
L’iscrizione è obbligatoria sul sito della Fondazione dell’Ordine degli Ingegneri di Roma alla pagina: https://foir.it/formazione/
Presentato il master “Legislazione e contenzioso delle opere pubbliche. RUP, progettazione ed esecuzione, CCT”
Il 25 ottobre 2023 si è tenuta presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma la cerimonia inaugurale del Master Universitario di secondo livello – “Legislazione e contenzioso delle opere pubbliche. RUP, progettazione ed esecuzione, CCT” erogato dall’Università E-Campus.
Ho avuto il piacere di partecipare alla cerimonia, moderata dal Direttore del Master Prof. Fabio Francario, insieme a:
On. le Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti;
Ing. Massimo Sessa, Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici;
Ing. Massimo Cerri, Presidente dell’Ordine Ingegneri di Roma;
Ing. Giorgio Lupoi, Presidente dell’OICE;
Dott. Alfredo Storto, Capo di Gabinetto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti;
Prof. Ing. Enzo Siviero, Rettore dell’Università eCampus;
Ing. Filippo Cascone, Presidente della Fondazione dell’Ordine Ingegneri di Roma;
Il Viceministro Rixi ha posto l’accento sull’importanza del risanamento e potenziamento delle infrastrutture e in generale del patrimonio immobiliare del nostro paese.
La tragedia del ponte Morandi è un segnale troppo grave e deve rappresentare un monito sullo stato delle opere pubbliche del nostro Paese, che risentono del peso degli anni. Le infrastrutture andrebbero monitorate e potenziate per garantire quel supporto logistico e strategico indispensabile alla crescita economica italiana.
L’Ing. Massimo Sessa, Presidente del Master, ha rimarcato l’importanza del fattore umano. In un epoca in cui non è possibile prescindere dalla digitalizzazione è necessario un ricambio generazionale anche nella pubblica amministrazione. L’esperienza deve affiancarsi alla visione prospettica, alla vitalità e all’entusiasmo che solo i giovani professionisti (ingegneri, architetti, giuristi, economisti) possono garantire, valorizzandone le competenze e i profili di responsabilità anche dal punto di vista economico. Bisognerebbe rendere maggiormente attrattivo il ruolo dei soggetti agenti nella PA (dirigenti e funzionari) e invertire l’inesorabile emorragia di risorse umane verso il settore privato.
L’ing. Cerri e l’ing. Lupoi hanno sottolineato l’importanza della sinergia che, attraverso questo Master, si è finalmente attivata tra mondo delle istituzioni, imprese, professionisti e società di ingegneria e architettura. Un cambiamento culturale di cui c’era un estremo bisogno in quanto PA, imprese, società di ingegneria e professionisti in genere sono attori imprescindibili per garantire un adeguato livello di qualità nei processi manageriali di realizzazione delle opere pubbliche.
La formazione, specialistica di alto livello, per troppi anni relegata a fattore residuale, deve necessariamente assumere un ruolo centrale nelle organizzazioni pubbliche e private, al pari delle esperienze concrete sul campo.
Il Dott. Storto ha fatto presente che, nonostante il passo avanti fatto dal nuovo codice dei contratti e dai decreti Semplificazioni, lo snellimento delle attività connesse alla realizzazione di un’opera pubblica, soprattutto riguardo alle grandi infrastrutture, risente ancora dell’eccesiva sovrapposizione di competenze di amministrazioni e Enti chiamati a rilasciare autorizzazioni e pareri. È indispensabile agire a livello legislativo in maniera ancora più incisiva sullo snellimento della burocrazia.
Ho potuto evidenziare la necessità di un contrasto deciso alla burocrazia difensiva, il fenomeno anche detto della “paralisi della firma” che purtroppo continua a essere un ostacolo ai processi decisionali, con gravi ripercussioni sulle tempistiche e la qualità dei risultati attesi. Innalzare il livello di competenza interdisciplinare e consapevolezza degli operatori della PA è fattore imprescindibile alla concreta creazione della figura del Project Manager Pubblico.
Certamente, come fatto presente dal Prof. Francario, il deficit formativo è una delle principali cause di incertezza e spesso inadeguatezza nelle scelte di dirigenti e funzionari deputati alla programmazione e realizzazione di un’opera pubblica. L’adeguata formazione, la digitalizzazione e l’approccio manageriale non possono rimanere sterili concetti richiamati dal codice, ma richiedono impegno per la loro concreta attuazione, senza la quale il livello di qualità richiesto alle stazioni appaltanti e agli operatori economici non potrà mai e poi mai innalzarsi a valori adeguati alle reali necessità.
Per questo, insieme a tutto Consiglio scientifico si è pensato ad un Master veramente multidisciplinare e unico nel suo genere, perché progettato in maniera integrata da ingegneri e giuristi specializzati nella materia degli appalti pubblici.
Il Master, organizzato dall’Università degli Studi eCampus in collaborazione con la FOIR – Fondazione Ordine Ingegneri Roma, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, la Camera Amministrativa Romana e l’OICE, è utile a Dirigenti delle stazioni appaltanti tenute all’applicazione del codice dei contratti, a Responsabili Unici del Progetto (RUP) e del Procedimento (RP), in una parola ai Project Manager Pubblici (PMP), ma anche a liberi professionisti e personale delle imprese che erogano servizi per la pubblica amministrazione.
Il 20 settembre 2023 presso l’Ordine degli ingegneri di Roma avrò il piacere di coordinare un importante convegno sulla tematica del “contenzioso negli appalti pubblici”. Discuteremo di tutela di interessi legittimi e diritti soggettivi, ricorsi innanzi al Giudice Amministrativo e al Giudice ordinario ma anche di rimedi alternativi ai ricorsi giurisdizionali come l’accordo bonario, la transazione e soprattutto l’innovativo istituto del Collegio Consultivo Tecnico che, dopo tre anni di rodaggio come rimedio emergenziale introdotto attraverso i decreti semplificazioni 76/2020 e 77/2021, entra di diritto a regime nel nostro ordinamento attraverso il nuovo codice dei contratti, Dlgs 36/2023.
LOCANDINA
Un convegno particolarmente consigliato a chi ricopre il ruolo del RUP nella PA, ma anche a tutti coloro che operano come attori nella realizzazione di un opera pubblica, dirigenti e funzionari pubblici, fornitori di servizi di ingegneria e architettura o rappresentanti delle imprese che realizzano i lavori
Avremo con noi illustri relatori, esperti della materia, tra i quali il Procuratore Generale della Corte dei Conti che tratterà il tema della responsabilità erariale.
Una corretta analisi dei rischi ai quali una commessa pubblica può andare incontro in termini di contenzioso aumenta la consapevolezza nei possibili rimedi e la qualità delle azioni possibili per ridurre le dannose conseguenze che ne possono derivare, a vantaggio sia della PA che degli operatori economici, ai quali certamente conviene più portare a termine le opere che i ricorsi in tribunale.
Ruolo, requisiti professionali e incompatibilità della figura del Responsabile Unico del Procedimento di un appalto pubblico.
La figura del RUP di una stazione appaltante, per numero e complessità delle incombenze a questi assegnate, è strategica per l’efficacia dell’azione amministrativa e tecnica delle procedure di affidamento e gestione di un appalto pubblico. In effetti viene spesso definito il Project Manager di un’opera pubblica e proprio per questo motivo è l’unico attore presente in tutte le fasi che caratterizzano gli affidamenti di lavori, servizi e forniture, dalla fase della programmazione a quelle della progettazione, affidamento, esecuzione, manutenzione, gestione, finanche a quella del contenzioso.
Il RUP deve farsi carico del coordinamento dei progettisti e degli Uffici di Direzione dei Lavori, nonché in via esclusiva della validazione degli elaborati progettuali. Ad esso compete il controllo della pianificazione della spesa, di concerto con il vertice dirigenziale e il referente della programmazione triennale, il controllo della disponibilità della copertura finanziaria, del rispetto delle tempistiche preventivate e della contabilità, nonché la garanzia circa la tempestività dei pagamenti secondo le scadenze fissate dalle norme e dai contratti. Entro l’anno 2025 dovrà inoltre gestire contratti pubblici di qualsiasi importo, secondo la metodologia del BIM, che necessita di nuove competenze altamente specialistiche
Nell’articolo pubblicato sul Quaderno n. 1/2020 della rivista ioRoma delineo un profilo a tutto tondo di questo importante attore del procedimento di realizzazione di un contratto pubblico definendone ruolo, requisiti professionali e incompatibilità.