Il 20 marzo 2024, all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma parleremo di “Digitalizzazione degli Appalti: modelli e strumenti informativi per lavori, servizi, forniture e big data“.
Affronteremo il tema della digitalizzazione durante l’intero ciclo di vita dei contratti pubblici, nonché dell’importanza degli open data e dei big data nei processi di e-procurement e analisi. Non mancherà un focus sulla metodologia open BIM.
In tutte le fasi del progetto di realizzazione di un opera pubblica è ormai imprescindibile saper governare adeguatamente i sottesi procedimenti tecnici e amministrativi con idonei strumenti digitali, sia perché ci aiutano a rendere più efficace ed economico ogni processo, sia per garantire trasparenza e parità di trattamento degli operatori economici.
Presentato il master “Legislazione e contenzioso delle opere pubbliche. RUP, progettazione ed esecuzione, CCT”
Presentato il master “Legislazione e contenzioso delle opere pubbliche. RUP, progettazione ed esecuzione, CCT”
Il 25 ottobre 2023 si è tenuta presso la sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma la cerimonia inaugurale del Master Universitario di secondo livello – “Legislazione e contenzioso delle opere pubbliche. RUP, progettazione ed esecuzione, CCT” erogato dall’Università E-Campus.
Ho avuto il piacere di partecipare alla cerimonia, moderata dal Direttore del Master Prof. Fabio Francario, insieme a:
On. le Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti;
Ing. Massimo Sessa, Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici;
Ing. Massimo Cerri, Presidente dell’Ordine Ingegneri di Roma;
Ing. Giorgio Lupoi, Presidente dell’OICE;
Dott. Alfredo Storto, Capo di Gabinetto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti;
Prof. Ing. Enzo Siviero, Rettore dell’Università eCampus;
Ing. Filippo Cascone, Presidente della Fondazione dell’Ordine Ingegneri di Roma;
Il Viceministro Rixi ha posto l’accento sull’importanza del risanamento e potenziamento delle infrastrutture e in generale del patrimonio immobiliare del nostro paese.
La tragedia del ponte Morandi è un segnale troppo grave e deve rappresentare un monito sullo stato delle opere pubbliche del nostro Paese, che risentono del peso degli anni. Le infrastrutture andrebbero monitorate e potenziate per garantire quel supporto logistico e strategico indispensabile alla crescita economica italiana.
L’Ing. Massimo Sessa, Presidente del Master, ha rimarcato l’importanza del fattore umano. In un epoca in cui non è possibile prescindere dalla digitalizzazione è necessario un ricambio generazionale anche nella pubblica amministrazione. L’esperienza deve affiancarsi alla visione prospettica, alla vitalità e all’entusiasmo che solo i giovani professionisti (ingegneri, architetti, giuristi, economisti) possono garantire, valorizzandone le competenze e i profili di responsabilità anche dal punto di vista economico. Bisognerebbe rendere maggiormente attrattivo il ruolo dei soggetti agenti nella PA (dirigenti e funzionari) e invertire l’inesorabile emorragia di risorse umane verso il settore privato.
L’ing. Cerri e l’ing. Lupoi hanno sottolineato l’importanza della sinergia che, attraverso questo Master, si è finalmente attivata tra mondo delle istituzioni, imprese, professionisti e società di ingegneria e architettura. Un cambiamento culturale di cui c’era un estremo bisogno in quanto PA, imprese, società di ingegneria e professionisti in genere sono attori imprescindibili per garantire un adeguato livello di qualità nei processi manageriali di realizzazione delle opere pubbliche.
La formazione, specialistica di alto livello, per troppi anni relegata a fattore residuale, deve necessariamente assumere un ruolo centrale nelle organizzazioni pubbliche e private, al pari delle esperienze concrete sul campo.
Il Dott. Storto ha fatto presente che, nonostante il passo avanti fatto dal nuovo codice dei contratti e dai decreti Semplificazioni, lo snellimento delle attività connesse alla realizzazione di un’opera pubblica, soprattutto riguardo alle grandi infrastrutture, risente ancora dell’eccesiva sovrapposizione di competenze di amministrazioni e Enti chiamati a rilasciare autorizzazioni e pareri. È indispensabile agire a livello legislativo in maniera ancora più incisiva sullo snellimento della burocrazia.
Ho potuto evidenziare la necessità di un contrasto deciso alla burocrazia difensiva, il fenomeno anche detto della “paralisi della firma” che purtroppo continua a essere un ostacolo ai processi decisionali, con gravi ripercussioni sulle tempistiche e la qualità dei risultati attesi. Innalzare il livello di competenza interdisciplinare e consapevolezza degli operatori della PA è fattore imprescindibile alla concreta creazione della figura del Project Manager Pubblico.
Certamente, come fatto presente dal Prof. Francario, il deficit formativo è una delle principali cause di incertezza e spesso inadeguatezza nelle scelte di dirigenti e funzionari deputati alla programmazione e realizzazione di un’opera pubblica. L’adeguata formazione, la digitalizzazione e l’approccio manageriale non possono rimanere sterili concetti richiamati dal codice, ma richiedono impegno per la loro concreta attuazione, senza la quale il livello di qualità richiesto alle stazioni appaltanti e agli operatori economici non potrà mai e poi mai innalzarsi a valori adeguati alle reali necessità.
Per questo, insieme a tutto Consiglio scientifico si è pensato ad un Master veramente multidisciplinare e unico nel suo genere, perché progettato in maniera integrata da ingegneri e giuristi specializzati nella materia degli appalti pubblici.
Il Master, organizzato dall’Università degli Studi eCampus in collaborazione con la FOIR – Fondazione Ordine Ingegneri Roma, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, la Camera Amministrativa Romana e l’OICE, è utile a Dirigenti delle stazioni appaltanti tenute all’applicazione del codice dei contratti, a Responsabili Unici del Progetto (RUP) e del Procedimento (RP), in una parola ai Project Manager Pubblici (PMP), ma anche a liberi professionisti e personale delle imprese che erogano servizi per la pubblica amministrazione.
Convegni sui cinque Libri del Nuovo Codice Appalti
Il 12 luglio 2023 si è concluso il ciclo di cinque convegni sul Nuovo Codice Appalti, D.lgs. 36/2023, organizzato dalla Fondazione Ordine degli Ingegneri di Roma (FOIR) tramite il suo Comitato tecnico Appalti Pubblici (CTAP). E’ stata un’occasione di confronto tra gli esperti tecnici, giuristi e professionisti del settore, che ha messo in evidenza luci e ombre della nuova normativa. Un bilancio però tutto sommato positivo, che richiederà certo aggiustamenti in corso d’opera, ma che nel contempo fa ben sperare e prefigurare una nuova stagione per il mercato degli appalti pubblici. In allegato la locandina del Convegno e il materiale didattico messo a disposizione da parte dei relatori ai quali va il mio particolare ringraziamento per la qualità dei loro interventi.
In allegato il materiale didattico scaricabile al link sottostante. Coloro che avessero bisogno del foglio di calcolo dei compensi del compensi del Collegio Consultivo Tecnico possono richiederlo scrivendo all’indirizzo di posta elettronica ingminotti@ingminotti.com.
Realizzazione delle Opere Pubbliche con l’ausilio della metodologia BIM
L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma interviene, con il parere n. 15 del Comitato Tecnico Appalti Pubblici della sua Fondazione, sulla tematica della progressiva introduzione della metodologia BIM per la realizzazione delle Opere Pubbliche.
A partire dal 1.1.2023, infatti, tutte le stazioni appaltanti dovranno adottare il BIM per la realizzazione di lavori di importo superiore alla soglia comunitaria attualmente fissata a € 5.350.000. Dal 1.1.2025 tale obbligo sarà riferito alla realizzazione di tutte le opere pubbliche di importo superiore a € 1.000.000.


II processo realizzativo di un cespite-immobile pubblico rappresenta un’attività complessa nella quale devono essere presi in considerazione numerosi aspetti non solo tecnici, ma anche economico-finanziari, giuridici, amministrativi, industriali, del lavoro e delle politiche sociali, ambientali e culturali.
Con l’entrata in vigore del codice dei contratti 50/2016, attraverso il disposto 23, comma 13, è stata riconosciuta l’importanza dell’uso dei metodi e strumenti elettronici specifici nel processo realizzativo di nuove opere nonché per interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio immobiliare. Con il DM 560/17 sono stati definitivi i principi della nuova metodologia, insieme all’obbligatorietà per le stazioni appaltanti – a scadenze prefissate – di riorganizzare il processo di controllo e di gestione delle singole fasi procedimentali, formare adeguatamente il personale, adottare un piano di acquisizione o di manutenzione degli strumenti hardware e software di gestione digitale dei processi decisionali e informativi.


Al Responsabile del Procedimento deve pertanto essere assicurato il supporto di una struttura specialistica, al fine di poter governare adeguatamente il processo in tutte le fasi, predisporre il disciplinare tecnico di gara ed in particolare il capitolato informativo e le specifiche tecniche di cui all’art. 7 del DM 560/2017, nonché consentire l’interoperabilità della stazione appaltante con le imprese affidatarie ed esecutrici dei lavori e delle successive attività manutentive.


La realizzazione di un opera pubblica con la procedura BIM, soprattutto se necessiti di lavori complessi e di importo rilevante, oltre che un obbligo normativo, rappresenta un’occasione che viene messa a disposizione degli attori impegnati nel processo edilizio, sia pubblici che privati, per garantire un adeguato livello di qualità, nel rispetto delle tempistiche programmate e delle risorse finanziarie destinate alla realizzazione, trasformazione e manutenzione dei cespiti-immobili durante l’intero ciclo di vita degli stessi.
Il supporto che tale metodologia può fornire ai responsabili del processo edilizio (primo tra tutti il RUP) e gestori dei cespiti-immobili è straordinario ed i costi di investimento da sostenere nella fase di start-up, per gli adeguamenti organizzativi e materiali, saranno rapidamente ammortizzati dai benefici, ove tale metodologia sia oculatamente adottata e implementata.
Il CTAP con il rilascio del parere n. 15_2022 ha quindi esortato tutte le Pubbliche Amministrazioni ad adeguare le proprie strutture organizzative per tempo, evitando di farsi trovare impreparate ad operare nella direzione ormai tracciata a livello internazionale per la realizzazione delle opere pubbliche con la metodologia BIM.
Indirizzi per l’omogenea applicazione e ricorso da parte delle stazioni appaltanti alle funzioni del CCT nella fase antecedente all’esecuzione del contratto, previsto all’articolo 6, comma 5, del D.L. 16 luglio 2020 n. 76, convertito in legge 120/2020.
L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma interviene con le linee di indirizzo
L’art. 6 comma 5 del DL 76/2020 prevede la possibilità da parte delle stazioni appaltanti di costituire un Collegio Consultivo Tecnico già nella fase antecedente all’esecuzione del contratto. Tale particolare tipologia di CCT è volta a rispondere all’esigenza delle stazioni appaltanti di poter fruire di uno strumento di ausilio, appositamente previsto dalla legge, non solo per velocizzare, ma anche per garantire una più elevata performance delle prestazioni delle Stazioni Appaltanti e dei Commissari Straordinari nelle fasi propedeutiche alla stipulazione dei contratti. Infatti, è proprio nella sottovalutazione di tali steps procedimentali che spesso si annidano criticità, maggiori costi e dilatazione dei tempi nella realizzazione delle opere pubbliche.
L’istituzione del CCT, anche nella fase antecedente l’esecuzione del contratto, è pertanto da ritenersi essenziale per garantire l’efficace e sollecito affidamento dei lavori, in special modo per le opere particolarmente complesse, come quelle strategiche volte al rilancio Paese, tra le quali saranno ricomprese quelle del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), da finanziarsi con le risorse del Recovery Fund.
Ma non solo, anche le piccole o meno organizzate stazioni appaltanti potranno usufruire di un tale supporto specialistico tenuto conto che per la costituzione del CCT comma 5 non sono previsti limiti di importo dei lavori da affidare.
Il CCT, in tale ambito, opera come organismo consultivo della stazione appaltante, per supportare il responsabile del procedimento nelle scelte da operare sul piano tecnico-giuridico e per fornire tempestivamente, stante l’attuale stato di incompletezza del Codice dei Contratti, pareri ”ivi comprese le determinazioni delle caratteristiche delle opere e le altre clausole e condizioni del bando o dell´invito, nonché la verifica del possesso dei requisiti di partecipazione dei criteri di selezione e di aggiudicazione”.
Il CCT potrà quindi operare per il superamento delle incertezze interpretative sulle regole applicabili nella fase che precede l’esecuzione dei lavori, questi ultimi potenzialmente originati dall’interpretazione delle diverse ed eterogenee fonti normative, regolamentari e di soft law che disciplinano la materia dei lavori pubblici o che potrebbero sopravvenire in corso delle procedure ante esecuzione lavori.
PNRR: misure urgenti e a regime per la semplificazione in materia di contratti pubblici.
Il paragrafo 1.3.4 del PNRR prevede due categorie di misure per la semplificazione in materia di contratti pubblici: urgenti e a regime.
Le misure urgenti saranno oggetto di un Decreto Legge da emanare entro il mese di maggio e riguardano il rafforzamento di misure già varate con il DL 76/2020 con contestuale proroga fino al 2023: 1 – verifiche antimafia e protocolli di legalità; 2 – Conferenza di Servizi veloce; 3 – limitazione della responsabilità per danno erariale ai casi in cui la produzione del danno è dolosamente voluta dal soggetto che ha
agito, ad esclusione dei danni cagionati da omissione o inerzia; 4 – istituzione del collegio consultivo tecnico, che ha funzioni di assistenza e di risoluzione delle controversie con finalità di definire celermente le controversie in via stragiudiziale e ridurre il contenzioso davanti al giudice; 5 – individuazione di un termine massimo per l’aggiudicazione dei contratti, con riduzione dei tempi tra pubblicazione del bando e aggiudicazione; 6 – individuazione di misure per il contenimento dei tempi di esecuzione del contratto, in relazione alle tipologie di affidamento.
Prosegue in sostanza anche con il PNRR l’azione di semplificazione del settore degli appalti pubblici. Di rilievo la conferma dell’alleggerimento della responsabilità erariale ridotta ai soli casi di dolo, ma soprattutto per inerzia o omissione del soggetto agente, novità importante per disincentivare la burocrazia difensiva e il blocco della firma di dirigenti e funzionari impegnati a vario titolo nei procedimenti. Ma anche l’individuazione di forme alternative al contenzioso per la risoluzione delle controversie, come quella del Collegio Consultivo Tecnico e delle procedure di contenimento dei tempi per l’aggiudicazione e l’esecuzione del contratto.
Con l’augurio che vengano varate al più presto anche le misure a regime, necessarie a superare quanto prima un codice dei contratti che si è rilevato inadatto alla sua funzione e dal quale è necessario derogare ogni qualvolta bisogna realizzare qualcosa di serio, importante o urgente.
Premiare la qualità nella Pubblica Amministrazione
L’incentivo per funzioni tecniche.
Nel numero 3S/2020 della Rivista IOROMA, appena uscito, si torna a parlare di incentivi per funzioni tecniche. Sono ormai sette anni (se si considera il periodo transitorio 2014-2016 che ha preceduto l’entrata in vigore del d.lgs. 50/2016) che i pubblici dipendenti delle amministrazioni aggiudicatrici dello Stato attendono un Regolamento sulla base del quale possano vedersi riconosciuti emolumenti sulla base di criteri di produttività, risultato, raggiungimento degli obiettivi e qualità del servizio prestato alla collettività. Ma questi criteri non sembrano essere stati di interesse dei vertici politici che si sono avvicendati in questi anni alla guida della Nazione. E allora l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma che crede invece nel valore delle azioni di qualità propone e mette a disposizione delle Autorità una metodologia concreta per valorizzare il capitale umano e superare lo stallo che si è generato. Credo che in questo particolare momento, nel quale ci giochiamo gran parte del nostro futuro attraverso il corretto impiego delle ingenti risorse del Recovery Fund, ancor di più abbiamo bisogno di una PA efficiente ed efficace e che proprio strumenti come quello dell’incentivo per funzioni tecniche costituiscono le giuste leve per affrontare le pesanti sfide che ci aspettano. Nella speranza di un cambio di passo del Governo Draghi rispetto all’operato dei suoi predecessori.
Grazie al Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Roma Ing. Carla Cappiello, al Vice Presidente Ing. Massimo Cerri, al Coordinatore del Comitato Tecnico Appalti Pubblici della Fondazione Ing. Tullio Russo, allo studio legale Cancrini Partners e al Direttore Editoriale della Rivista IOROMA Ing. Francesco Marinuzzi per il sostegno che stanno a questa importante azione, per una P.A. al passo con le necessità presenti e future del nostro Paese.
Buona lettura.
LA VERITÀ SUL RILANCIO DELLE OPERE PUBBLICHE IN ITALIA
Tra leggi inutili e riforme necessarie, prima e dopo la pandemia
Come ben noto, il settore degli appalti pubblici costituisce un asset di primaria importanza per l’economia nazionale, da sempre al centro del dibattito sia politico, sia della società civile. La materia si presenta particolarmente delicata in quanto richiede una speciale attenzione al corretto utilizzo delle risorse da parte delle stazioni appaltanti, alla selezione degli operatori economici, ai criteri di trasparenza e non discriminazione nelle procedure di affidamento dei contratti, senza parlare delle attività di prevenzione e repressione di potenziali fenomeni corruttivi.
L’efficacia dell’azione tecnico-amministrativa connessa alla progettazione e realizzazione di una commessa pubblica, non può che essere subordinata alla capacità delle stazioni appaltanti e degli operatori economici di interagire in un contesto caratterizzato da un approccio manageriale, ispirato alla qualità, nonché alla cultura e comprensione della responsabilità che ognuno degli attori del processo ha nei riguardi della collettività, per far sì che gli obiettivi programmati corrispondano ai reali bisogni dei cittadini.
Téchne P.A. L’importanza di far parte di una Associazione quando le distanze ci separano.
Nel momento dell’#emergenzanazionale il bisogno di appartenenza ad un Comunità diventa più necessario. Quella che è in corso è una tragedia mondiale, una #guerra atroce che stiamo combattendo con #armi non convenzionali. Così la #pandemia ci ha imposto un ripensamento anche dell’organizzazione del lavoro, un #reset del sistema operativo che segnerà in maniera indelebile i processi funzionali della #pubblicaamministrazione. Un #refresh necessario per continuare a garantire alla cittadinanza quei #serviziessenziali ai quali non è possibile rinunciare neanche in un momento così difficile per il #Paese.
Da sempre siamo abituati a gestire l’#urgenza e risponderemo adeguatamente anche oggi che ci viene chiesto uno sforzo particolare, chi sul campo e chi in #smartworking, anche mettendo a disposizione le nostre dotazioni personali.
Certamente il nostro contributo non è paragonabile a quello dei #medici e di tutti i #sanitari che stanno affrontando questa emergenza in #trincea, rischiando ogni giorno la propria vita.
Ma è un nostro preciso dovere partecipare dalla seconda linea, mettendo a disposizione la nostra #professionalità. Proprio ora che il distanziamento sociale ci divide più che mai, dobbiamo tornare ad unirci, a fare #rete per condividere obiettivi comuni.
Per rivendicare con maggiore incisività le nostre idee e l’importanza del nostro ruolo, dobbiamo però crescere ! Nell’interesse dell’intera categoria ci serve la forza di tutti i colleghi inquadrati in un profilo tecnico della pubblica amministrazione, che invitiamo ad unirsi alla nostra Associazione proprio ora che ci viene chiesto il massimo sforzo.
Restare isolati, come molti di noi hanno potuto constatare in quasi venticinque anni di lavoro al servizio dello #Stato, non paga e non è utile ne alla qualità del servizio pubblico erogato, ne al riconoscimento della professionalità dell’intera categoria.
E’ stato fatto tanto ma ci serve più forza e solo nuove e numerose adesioni possono darcela. Solo insieme possiamo farcela !
Chi è appena entrato nella #PA, come i nostri giovani #ingegneri, #architetti, #geometri e #periti, lo sa bene, visto che è stato catapultato a risolvere problematiche annose, in contesti lavorativi affatto funzionali, senza mezzi, ne adeguate risorse finanziarie.
Téchne P.A. promuove le azioni di #qualità, il miglioramento delle strutture organizzative, la #programmazione e la #progettazione e tutte le attività utili a migliorare il servizio della #PA. Allo stesso tempo vuole essere un punto di riferimento per una categoria professionale, quella dei #tecnicidellaPA, che è abituata da sempre a lavorare per finalizzazione di “progetti” e non per semplice esecuzione di “adempimenti” e che, pertanto, merita adeguati riconoscimenti contrattuali commisurati all’efficacia delle proprie azioni.
Il Consiglio Direttivo di #technepa desidera pertanto infondere la speranza che si può e si deve far crescere la nostra categoria, anche in un momento così drammatico, in cui ci viene chiesto senso di responsabilità, proprio a noi che ne abbiamo da vendere.
Appena finirà questa #emergenza, appena ci saremo liberati dall’incubo del #coronavirus, dovremo farci trovare pronti per partire con le nostre iniziative, INSIEME!
SOLO INSIEME POSSIAMO CRESCERE
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Emergenza #coronavirus e ricorso alle procedure di #urgenza per l’affidamento degli #appalti della #PA.
In questi giorni difficili, dove tutti siamo impegnati ad affrontare l’emergenza sanitaria in atto e far fronte alla #pandemia dovuta al contagio del #covid19, il Presidente del Consiglio dei Ministro #giuseppeconte ha emanato una serie di #dpcm per lo più mirati a garantire il distanziamento sociale e adeguati sostegni finanziari a #imprese e #famiglie.
Le azioni poste in atto sono sensate e hanno avuto l’avallo della comunità scientifica nonché di tutte le forze politiche. Anzi c’è chi ritiene che sia necessario un’ulteriore giro di vite attraverso la chiusura totale di #industrie, #trasporti e #cantieri. Tutto lo sforzo comunque è teso ad evitare i contatti tra le persone e rafforzare il sistema sanitario nazionale.
L’emergenza #coronavirus non può però costituire l’escamotage per l’inappropriato utilizzo delle norme e il ricorso indiscriminato e ingiustificato a procedure di urgenza e somma urgenza per l’affidamento degli #appalti della #PA.
L’#emergenza di #protezionecivile infatti impone certamente deroghe al sistema di procurement di #lavori #forniture e #servizi della #pubblicaamministrazione, ma nei limiti del perimetro delle regole e delle deroghe definite nelle #ordinanze, senza per questo dimenticare e calpestare l’insieme delle fonti ordinarie che regolano ogni settore della nostra vita.
La dichiarazione e definizione dello stato di #emergenzanazionale è una precisa responsabilità di chi ci governa; ma, pur nell’urgenza di prendere decisioni difficili, le scelte debbono essere improntate alla fermezza ma anche alla lucidità; l’ansia da prestazione in questi casi non può esistere perché occorre innanzitutto ridurre al minimo la possibilità di errori, ma anche continuare a garantire parità di trattamento, non discriminazione e la stessa sopravvivenza degli operatori economici.
Troppe volte in passato abbiamo assistito a gestioni commissariali che, con la scusa dell’emergenza, non hanno fatto altro che portare acqua al mulino privato, facendo allo stesso tempo macerie della cosa pubblica.
Pertanto, SI a regole puntuali per far fronte alla #pandemia, anche con deroghe e procedure di urgenza e somma urgenza, ma solo ed esclusivamente per porre rimedio ai danni provocati dal #virus.
NO invece all’utilizzo indiscriminato delle deroghe e all’inappropriata applicazione delle norme per tutto ciò che può essere gestito attraverso l’ordinaria amministrazione.
Se vogliamo uscire da questo tunnel e ripartire più forti di prima, dobbiamo evitare la barbarie istituzionale e salvaguardare le regole di convivenza civile.
Solo così #andratuttobene.


