PNRR: misure urgenti e a regime per la semplificazione in materia di contratti pubblici.

Il paragrafo 1.3.4 del PNRR prevede due categorie di misure per la semplificazione in materia di contratti pubblici: urgenti e a regime.

Le misure urgenti saranno oggetto di un Decreto Legge da emanare entro il mese di maggio e riguardano il rafforzamento di misure già varate con il DL 76/2020 con contestuale proroga fino al 2023: 1 – verifiche antimafia e protocolli di legalità; 2 – Conferenza di Servizi veloce; 3 – limitazione della responsabilità per danno erariale ai casi in cui la produzione del danno è dolosamente voluta dal soggetto che ha
agito, ad esclusione dei danni cagionati da omissione o inerzia; 4 – istituzione del collegio consultivo tecnico, che ha funzioni di assistenza e di risoluzione delle controversie con finalità di definire celermente le controversie in via stragiudiziale e ridurre il contenzioso davanti al giudice; 5 – individuazione di un termine massimo per l’aggiudicazione dei contratti, con riduzione dei tempi tra pubblicazione del bando e aggiudicazione; 6 – individuazione di misure per il contenimento dei tempi di esecuzione del contratto, in relazione alle tipologie di affidamento.

Prosegue in sostanza anche con il PNRR l’azione di semplificazione del settore degli appalti pubblici. Di rilievo la conferma dell’alleggerimento della responsabilità erariale ridotta ai soli casi di dolo, ma soprattutto per inerzia o omissione del soggetto agente, novità importante per disincentivare la burocrazia difensiva e il blocco della firma di dirigenti e funzionari impegnati a vario titolo nei procedimenti. Ma anche l’individuazione di forme alternative al contenzioso per la risoluzione delle controversie, come quella del Collegio Consultivo Tecnico e delle procedure di contenimento dei tempi per l’aggiudicazione e l’esecuzione del contratto.

Con l’augurio che vengano varate al più presto anche le misure a regime, necessarie a superare quanto prima un codice dei contratti che si è rilevato inadatto alla sua funzione e dal quale è necessario derogare ogni qualvolta bisogna realizzare qualcosa di serio, importante o urgente.

Premiare la qualità nella Pubblica Amministrazione

L’incentivo per funzioni tecniche.

Nel numero 3S/2020 della Rivista IOROMA, appena uscito, si torna a parlare di incentivi per funzioni tecniche. Sono ormai sette anni (se si considera il periodo transitorio 2014-2016 che ha preceduto l’entrata in vigore del d.lgs. 50/2016) che i pubblici dipendenti delle amministrazioni aggiudicatrici dello Stato attendono un Regolamento sulla base del quale possano vedersi riconosciuti emolumenti sulla base di criteri di produttività, risultato, raggiungimento degli obiettivi e qualità del servizio prestato alla collettività. Ma questi criteri non sembrano essere stati di interesse dei vertici politici che si sono avvicendati in questi anni alla guida della Nazione. E allora l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma che crede invece nel valore delle azioni di qualità propone e mette a disposizione delle Autorità una metodologia concreta per valorizzare il capitale umano e superare lo stallo che si è generato. Credo che in questo particolare momento, nel quale ci giochiamo gran parte del nostro futuro attraverso il corretto impiego delle ingenti risorse del Recovery Fund, ancor di più abbiamo bisogno di una PA efficiente ed efficace e che proprio strumenti come quello dell’incentivo per funzioni tecniche costituiscono le giuste leve per affrontare le pesanti sfide che ci aspettano. Nella speranza di un cambio di passo del Governo Draghi rispetto all’operato dei suoi predecessori.

Grazie al Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Roma Ing. Carla Cappiello, al Vice Presidente Ing. Massimo Cerri, al Coordinatore del Comitato Tecnico Appalti Pubblici della Fondazione Ing. Tullio Russo, allo studio legale Cancrini Partners e al Direttore Editoriale della Rivista IOROMA Ing. Francesco Marinuzzi per il sostegno che stanno a questa importante azione, per una P.A. al passo con le necessità presenti e future del nostro Paese.

Buona lettura.

Téchne P.A. L’importanza di far parte di una Associazione quando le distanze ci separano.

Nel momento dell’#emergenzanazionale il bisogno di appartenenza ad un Comunità diventa più necessario. Quella che è in corso è una tragedia mondiale, una #guerra atroce che stiamo combattendo con #armi non convenzionali. Così la #pandemia ci ha imposto un ripensamento anche dell’organizzazione del lavoro, un #reset del sistema operativo che segnerà in maniera indelebile i processi funzionali della #pubblicaamministrazione. Un #refresh necessario per continuare a garantire alla cittadinanza quei #serviziessenziali ai quali non è possibile rinunciare neanche in un momento così difficile per il #Paese.

Da sempre siamo abituati a gestire l’#urgenza e risponderemo adeguatamente anche oggi che ci viene chiesto uno sforzo particolare, chi sul campo e chi in #smartworking, anche mettendo a disposizione le nostre dotazioni personali.

Certamente il nostro contributo non è paragonabile a quello dei #medici e di tutti i #sanitari che stanno affrontando questa emergenza in #trincea, rischiando ogni giorno la propria vita.

Ma è un nostro preciso dovere partecipare dalla seconda linea, mettendo a disposizione la nostra #professionalità. Proprio ora che il distanziamento sociale ci divide più che mai, dobbiamo tornare ad unirci, a fare #rete per condividere obiettivi comuni.

Per rivendicare con maggiore incisività le nostre idee e l’importanza del nostro ruolo, dobbiamo però crescere ! Nell’interesse dell’intera categoria ci serve la forza di tutti i colleghi inquadrati in un profilo tecnico della pubblica amministrazione, che invitiamo ad unirsi alla nostra Associazione proprio ora che ci viene chiesto il massimo sforzo.

Restare isolati, come molti di noi hanno potuto constatare in quasi venticinque anni di lavoro al servizio dello #Stato, non paga e non è utile ne alla qualità del servizio pubblico erogato, ne al riconoscimento della professionalità dell’intera categoria.

E’ stato fatto tanto ma ci serve più forza e solo nuove e numerose adesioni possono darcela. Solo insieme possiamo farcela !

Chi è appena entrato nella #PA, come i nostri giovani #ingegneri, #architetti, #geometri e #periti, lo sa bene, visto che è stato catapultato a risolvere problematiche annose, in contesti lavorativi affatto funzionali, senza mezzi, ne adeguate risorse finanziarie.

Téchne P.A. promuove le azioni di #qualità, il miglioramento delle strutture organizzative, la #programmazione e la #progettazione e tutte le attività utili a migliorare il servizio della #PA. Allo stesso tempo vuole essere un punto di riferimento per una categoria professionale, quella dei #tecnicidellaPA, che è abituata da sempre a lavorare per finalizzazione di “progetti” e non per semplice esecuzione di “adempimenti” e che, pertanto, merita adeguati riconoscimenti contrattuali commisurati all’efficacia delle proprie azioni.

Il Consiglio Direttivo di #technepa desidera pertanto infondere la speranza che si può e si deve far crescere la nostra categoria, anche in un momento così drammatico, in cui ci viene chiesto senso di responsabilità, proprio a noi che ne abbiamo da vendere.

Appena finirà questa #emergenza, appena ci saremo liberati dall’incubo del #coronavirus, dovremo farci trovare pronti per partire con le nostre iniziative, INSIEME!

SOLO INSIEME POSSIAMO CRESCERE

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@ingminotti

LA BIRKIN E LO STRANO CASO DEL MINISTRO BELLANOVA

A coloro che hanno l’ardire di insultare il neo Ministro delle Politiche Agricole – Teresa Bellanova – per il colore dei suoi vestiti e per il titolo di studio posseduto, insinuando la sua inadeguatezza a ricoprire la carica di Ministro voglio far presente che – nonostante tutti i difetti possibili e immaginabili – c’è solo da essere orgogliosi di una Repubblica come quella Italiana che consente tali asserite nefandezze.

Se vale sempre qualcosa, rammento a costoro che la nostra meravigliosa Costituzione “ancora” sancisce:

Art. 1 – L’Italia e’ una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione;

Art. 3 – Tutti i cittadini hanno pari dignita’ sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la liberta’ e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese;

Art. 34 – La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita;

Art. 37 – La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore;

Art. 51 – Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.

Da non dimenticare inoltre l’art. 46 – Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.

Non può certo dirsi che la neo Ministra Bellanova non abbia lavorato e tanto, ha addirittura fatto le scuole dell’obbligo e si immagina non debba essere discriminata per sesso, condizioni sociali e personali, passate, presenti e future.

Tra l’altro è in buona compagnia, infatti nella storia della Repubblica sono stati molteplici i Ministri che hanno ricoperto l’incarico senza essere in possesso di laurea. Per ricordarne solo alcuni degli ultimi, di destra e di sinistra tanto per non dare adito a polemiche: Francesco Rutelli, Altero Mattioli, Massimo D’Alema, Walter Veltroni, Umberto Bossi, Giorgia Meloni, Giuliano Poletti, Beatrice Lorenzin.

Siate quindi fieri di una Costituzione che riconosce il diritto a tutti i lavoratori – laureati o non laureati, alti, bassi, belli e brutti, bianchi e colorati, maschi, femmine e transgender, vestiti bene o male, poveri e ricchi – di collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione dell’Azienda Italia.

Siate semplicemente fieri di un sistema repubblicano che dà pari opportunità a tutti, perché triste sarà il giorno in cui per essere nominato Ministro ci sarà bisogno di due lauree, un master e della Birkin di Hermès !!!

#bellanova #governo #italia #conte2 #contebis

@ingminotti

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