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Realizzazione delle Opere Pubbliche con l’ausilio della metodologia BIM

L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma interviene, con il parere n. 15 del Comitato Tecnico Appalti Pubblici della sua Fondazione, sulla tematica della progressiva introduzione della metodologia BIM per la realizzazione delle Opere Pubbliche.

A partire dal 1.1.2023, infatti, tutte le stazioni appaltanti dovranno adottare il BIM per la realizzazione di lavori di importo superiore alla soglia comunitaria attualmente fissata a € 5.350.000. Dal 1.1.2025 tale obbligo sarà riferito alla realizzazione di tutte le opere pubbliche di importo superiore a € 1.000.000.

II processo realizzativo di un cespite-immobile pubblico rappresenta un’attività complessa nella quale devono essere presi in considerazione numerosi aspetti non solo tecnici, ma anche economico-finanziari, giuridici, amministrativi, industriali, del lavoro e delle politiche sociali, ambientali e culturali.

Con l’entrata in vigore del codice dei contratti 50/2016, attraverso il disposto 23, comma 13, è stata riconosciuta l’importanza dell’uso dei metodi e strumenti elettronici specifici nel processo realizzativo di nuove opere nonché per interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio immobiliare. Con il DM 560/17 sono stati definitivi i principi della nuova metodologia, insieme all’obbligatorietà per le stazioni appaltanti – a scadenze prefissate – di riorganizzare il processo di controllo e di gestione delle singole fasi procedimentali, formare adeguatamente il personale, adottare un piano di acquisizione o di manutenzione degli strumenti hardware e software di gestione digitale dei processi decisionali e informativi.

Al Responsabile del Procedimento deve pertanto essere assicurato il supporto di una struttura specialistica, al fine di poter governare adeguatamente il processo in tutte le fasi, predisporre il disciplinare tecnico di gara ed in particolare il capitolato informativo e le specifiche tecniche di cui all’art. 7 del DM 560/2017, nonché consentire l’interoperabilità della stazione appaltante con le imprese affidatarie ed esecutrici dei lavori e delle successive attività manutentive.

La realizzazione di un opera pubblica con la procedura BIM, soprattutto se necessiti di lavori complessi e di importo rilevante, oltre che un obbligo normativo, rappresenta un’occasione che viene messa a disposizione degli attori impegnati nel processo edilizio, sia pubblici che privati, per garantire un adeguato livello di qualità, nel rispetto delle tempistiche programmate e delle risorse finanziarie destinate alla realizzazione, trasformazione e manutenzione dei cespiti-immobili durante l’intero ciclo di vita degli stessi.

Il supporto che tale metodologia può fornire ai responsabili del processo edilizio (primo tra tutti il RUP) e gestori dei cespiti-immobili è straordinario ed i costi di investimento da sostenere nella fase di start-up, per gli adeguamenti organizzativi e materiali, saranno rapidamente ammortizzati dai benefici, ove tale metodologia sia oculatamente adottata e implementata.

Il CTAP con il rilascio del parere n. 15_2022 ha quindi esortato tutte le Pubbliche Amministrazioni ad adeguare le proprie strutture organizzative per tempo, evitando di farsi trovare impreparate ad operare nella direzione ormai tracciata a livello internazionale per la realizzazione delle opere pubbliche con la metodologia BIM.

Indirizzi per l’omogenea applicazione e ricorso da parte delle stazioni appaltanti alle funzioni del CCT nella fase antecedente all’esecuzione del contratto, previsto all’articolo 6, comma 5, del D.L. 16 luglio 2020 n. 76, convertito in legge 120/2020.

L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma interviene con le linee di indirizzo

L’art. 6 comma 5 del DL 76/2020 prevede la possibilità da parte delle stazioni appaltanti di costituire un Collegio Consultivo Tecnico già nella fase antecedente all’esecuzione del contratto. Tale particolare tipologia di CCT è volta a rispondere all’esigenza delle stazioni appaltanti di poter fruire di uno strumento di ausilio, appositamente previsto dalla legge, non solo per velocizzare, ma anche per garantire una più elevata performance delle prestazioni delle Stazioni Appaltanti e dei Commissari Straordinari nelle fasi propedeutiche alla stipulazione dei contratti. Infatti, è proprio nella sottovalutazione di tali steps procedimentali che spesso si annidano criticità, maggiori costi e dilatazione dei tempi nella realizzazione delle opere pubbliche.

L’istituzione del CCT, anche nella fase antecedente l’esecuzione del contratto, è pertanto da ritenersi essenziale per garantire l’efficace e sollecito affidamento dei lavori, in special modo per le opere particolarmente complesse, come quelle strategiche volte al rilancio Paese, tra le quali saranno ricomprese quelle del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), da finanziarsi con le risorse del Recovery Fund.

Ma non solo, anche le piccole o meno organizzate stazioni appaltanti potranno usufruire di un tale supporto specialistico tenuto conto che per la costituzione del CCT comma 5 non sono previsti limiti di importo dei lavori da affidare.

Il CCT, in tale ambito, opera come organismo consultivo della stazione appaltante, per supportare il responsabile del procedimento nelle scelte da operare sul piano tecnico-giuridico e per fornire tempestivamente, stante  l’attuale stato di incompletezza del Codice dei Contratti, pareri ”ivi comprese le determinazioni delle caratteristiche delle opere e le altre clausole e condizioni del bando o dell´invito, nonché la verifica del possesso dei requisiti di partecipazione dei criteri di selezione e di aggiudicazione”.

Il CCT potrà quindi operare per il superamento delle incertezze interpretative sulle regole applicabili nella fase che precede l’esecuzione dei lavori, questi ultimi potenzialmente originati dall’interpretazione delle diverse ed eterogenee fonti normative, regolamentari e di soft law che disciplinano la materia dei lavori pubblici o che potrebbero sopravvenire in corso delle procedure ante esecuzione lavori.

PNRR: misure urgenti e a regime per la semplificazione in materia di contratti pubblici.

Il paragrafo 1.3.4 del PNRR prevede due categorie di misure per la semplificazione in materia di contratti pubblici: urgenti e a regime.

Le misure urgenti saranno oggetto di un Decreto Legge da emanare entro il mese di maggio e riguardano il rafforzamento di misure già varate con il DL 76/2020 con contestuale proroga fino al 2023: 1 – verifiche antimafia e protocolli di legalità; 2 – Conferenza di Servizi veloce; 3 – limitazione della responsabilità per danno erariale ai casi in cui la produzione del danno è dolosamente voluta dal soggetto che ha
agito, ad esclusione dei danni cagionati da omissione o inerzia; 4 – istituzione del collegio consultivo tecnico, che ha funzioni di assistenza e di risoluzione delle controversie con finalità di definire celermente le controversie in via stragiudiziale e ridurre il contenzioso davanti al giudice; 5 – individuazione di un termine massimo per l’aggiudicazione dei contratti, con riduzione dei tempi tra pubblicazione del bando e aggiudicazione; 6 – individuazione di misure per il contenimento dei tempi di esecuzione del contratto, in relazione alle tipologie di affidamento.

Prosegue in sostanza anche con il PNRR l’azione di semplificazione del settore degli appalti pubblici. Di rilievo la conferma dell’alleggerimento della responsabilità erariale ridotta ai soli casi di dolo, ma soprattutto per inerzia o omissione del soggetto agente, novità importante per disincentivare la burocrazia difensiva e il blocco della firma di dirigenti e funzionari impegnati a vario titolo nei procedimenti. Ma anche l’individuazione di forme alternative al contenzioso per la risoluzione delle controversie, come quella del Collegio Consultivo Tecnico e delle procedure di contenimento dei tempi per l’aggiudicazione e l’esecuzione del contratto.

Con l’augurio che vengano varate al più presto anche le misure a regime, necessarie a superare quanto prima un codice dei contratti che si è rilevato inadatto alla sua funzione e dal quale è necessario derogare ogni qualvolta bisogna realizzare qualcosa di serio, importante o urgente.

Premiare la qualità nella Pubblica Amministrazione

L’incentivo per funzioni tecniche.

Nel numero 3S/2020 della Rivista IOROMA, appena uscito, si torna a parlare di incentivi per funzioni tecniche. Sono ormai sette anni (se si considera il periodo transitorio 2014-2016 che ha preceduto l’entrata in vigore del d.lgs. 50/2016) che i pubblici dipendenti delle amministrazioni aggiudicatrici dello Stato attendono un Regolamento sulla base del quale possano vedersi riconosciuti emolumenti sulla base di criteri di produttività, risultato, raggiungimento degli obiettivi e qualità del servizio prestato alla collettività. Ma questi criteri non sembrano essere stati di interesse dei vertici politici che si sono avvicendati in questi anni alla guida della Nazione. E allora l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma che crede invece nel valore delle azioni di qualità propone e mette a disposizione delle Autorità una metodologia concreta per valorizzare il capitale umano e superare lo stallo che si è generato. Credo che in questo particolare momento, nel quale ci giochiamo gran parte del nostro futuro attraverso il corretto impiego delle ingenti risorse del Recovery Fund, ancor di più abbiamo bisogno di una PA efficiente ed efficace e che proprio strumenti come quello dell’incentivo per funzioni tecniche costituiscono le giuste leve per affrontare le pesanti sfide che ci aspettano. Nella speranza di un cambio di passo del Governo Draghi rispetto all’operato dei suoi predecessori.

Grazie al Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Roma Ing. Carla Cappiello, al Vice Presidente Ing. Massimo Cerri, al Coordinatore del Comitato Tecnico Appalti Pubblici della Fondazione Ing. Tullio Russo, allo studio legale Cancrini Partners e al Direttore Editoriale della Rivista IOROMA Ing. Francesco Marinuzzi per il sostegno che stanno a questa importante azione, per una P.A. al passo con le necessità presenti e future del nostro Paese.

Buona lettura.

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