LA NECESSITÀ DI UN RINASCIMENTO DELLA PA

Un recente studio dell’Associazione Artigiani e piccole imprese di Mestre (vedi link allegato) sostiene che gli sprechi nella pubblica amministrazione hanno un peso superiore e finanche doppio rispetto all’evasione fiscale.

Sulla questione di impone una riflessione: gli sprechi nella Pubblica Amministrazione sono addebitabili in massima parte all’incapacità della stessa di offrire servizi realmente utili a soddisfare i bisogni della cittadinanza.

Lo sa bene, ad esempio, chi si scontra con le inefficienze della (cattiva) burocrazia, chi vanta crediti commerciali con la PA, chi vive in zone scarsamente infrastrutturate, chi subisce le lungaggini della giustizia e di una spesa pubblica inefficace, chi si scontra con i problemi della sanità pubblica e chi non può godere di un efficace trasporto pubblico locale.

In tutto circa 200 miliardi di euro di sprechi che, come detto, creano più danni ai privati cittadini dell’intera evasione delle tasse (stimata in circa 100 miliardi).

Tutto ciò è certamente addebitabile in massima parte a strutture organizzative mal gestite, ad una dirigenza pubblica inadeguata, ad organici ridotti, anziani e demotivati. Poi c’è anche il fenomeno della corruzione e dell’italico vizietto di fregare il prossimo, di sbarcare il lunario facendo il meno possibile (i statali fannulloni, i giovani bamboccioni e chi più ne ha più ne metta).

Secondo me, però, questa seconda parte di motivazioni sono una conseguenza diretta delle storture organizzative della PA.

L’uomo è un essere abitudinario e che si adatta al contesto circostante, quindi chi si trova ad operare all’interno di uffici inefficaci si uniforma all’andazzo ed anzi, in genere, è lo stesso ambiente lavorativo che – se non lo fa – tende ad espellerlo.

Perché le cose cambino bisogna ribaltare completamente l’approccio.

Basterebbe prendere una minima parte di quei 200 mld bruciati ogni anno dalla PA e investirli massicciamente e “strutturalmente” per l’ammodernamento degli Uffici pubblici, valorizzando quanto di buono già esiste ma che rimane fatalmente nell’ombra.

Qualità dei servizi erogati, rispetto dei costi preventivati e scadenze certe. Valutazioni reali del raggiungimento dei risultati attesi e della performance organizzativa (basti pensare che nella maggioranza dei casi, oggi, sono i stessi dirigenti a scriversi i propri obiettivi ?!?).

Questo richiede certamente l’impegno e il cambio di mentalità degli operatori pubblici, dal mega-manager all’ultimo degli impiegati. Ma anche: il rinforzo degli organici, una idonea e costante formazione dei dipendenti, la disponibilità di luoghi di lavoro e di strumentazioni adeguati, la disponibilità di sistemi e reti informative all’avanguardia, attraverso le quali massimizzare la sinergia tra le professionalità interne e tra queste e i cittadini.

Inutile, quindi, aspettarsi miracoli. Finché le regole di funzionamento e l’apparato organizzativo della pubblica amministrazione italiana non saranno completamente rivisti, non potremo competere nel campionato di serie A delle economie mondiali.

E questo costituisce un problema di sopravvivenza del nostro Paese all’interno del mercato globale, che chi ha responsabilità di governance ha il dovere di prendere in seria considerazione, trovando la strada per il Rinascimento della nostra P.A. !

@ingminotti

Pubblica Amministrazione, sprechi per 200 miliardi: l’inefficienza ci costa più dell’evasione

La (ir-)responsabilità degli Amministratori pubblici incapaci

Roma – Anno Domini 2019

Continuiamo così ? Autobus in fiamme, centinaia di tronchi di albero che schiantano a terra all’improvviso (solo nel 2018, 400 con un aumento del 730% rispetto all’anno prima), strade dissestate degne della migliore Parigi-Dakar, una immensa discarica a cielo aperto per la gioia di panciuti gabbiani, ratti e scarafaggi che ringraziano, gare d’appalto ferme in attesa di aggiudicazioni che non arrivano mai, fornitori non pagati per errori di imputazione dei fondi nel bilancio comunale. Approssimazione in tutto, sotto il vessillo sempre sbandierato dell’onestà. Ma un onesto ingegnere che sbaglia i calcoli strutturali non risponde civilmente e penalmente dei suoi errori ? Certo che sì, e meno male ! E allora perché un Amministratore pubblico – onestissimo per carità – che tutti i giorni mette a repentaglio la vita dei cittadini, non dovrebbe essere interdetto immediatamente dall’esercizio dei suoi poteri ?

ingminotti

Game-over ?

Da uno studio dell’Osservatorio sui conti pubblici italiani emergono risultati sull’età dei dipendenti pubblici italiani nel contesto internazionale abbastanza inquietanti. Senza ripetere ciò che è ben spiegato nel suddetto studio (link allegato) viene spontaneo domandarsi: “cosa succederà allorquando i nativi digitali, attraverso un inevitabile repentino turn-over, dovranno dare il cambio ad anziani e ormai demotivati funzionari e dirigenti – magari restii all’utilizzo delle nuove tecnologie – ma sicuramente dotati di maggiore esperienza nella “governance” della P.A. ?”. Mi spaventa più la inevitabile brusca modalità di transizione che il gap generazionale: non vorrei vedere, infatti, i manager del futuro condurre la P.A. utilizzando i tablet alla stregua delle clave ! Game over ?

Osservatorio sui conti pubblici italiani

Incarichi in materia antincendio a personale della P.A., deontologia professionale e codice di comportamento.

In merito ai dubbi circa l’obbligatorietà o meno di iscrizione dei funzionari tecnici dipendenti delle amministrazioni statali negli elenchi del Ministero dell’interno per il rilascio di certificazioni in materia antincendio e presentazione di pratiche SCIA o CPI, é dirimente il testo del DM 16.5.86, tutt’ora in vigore, che esclude tale obbligo per i funzionari destinatari di incarichi conferiti dalle amministrazioni di appartenenza. Lo stesso va altresì coordinato con l’obbligo, valido per tutti i professionisti antincendio, di aver seguito il “corso base di 120 ore” e i suoi aggiornamenti, nonché come previsto dallo stesso DM, con il possesso di adeguata preparazione tecnica rispetto all’incarico da assolvere e alla funzione ricoperta, dovendosi intendere – a parere di chi scrive – la possibilità di espletare l’incarico in base alla complessitá dello stesso commisurata all’esperienza professionale, nonché come sempre ai carichi di lavoro. La materia é particolarmente delicata in quanto connessa ad esigenze di sicurezza pubblica. Non dobbiamo dimenticare infatti che il professionista antincendio é garante in quanto pubblico funzionario della legalità e correttezza dell’azione amministrativa, che si estrinseca, nel caso di specie, attraverso l’erogazione di una prestazione tecnicamente affidabile, della quale risponde personalmente sia dal punto di vista civile, sia penale. È finanche pleonastico pertanto affermare che al di là del formale possesso dei requisiti di idoneità tecnica e professionale gli incaricati debbano garantire l’efficacia della prestazione, nel prioritario interesse della salvaguardia della salute e sicurezza pubblica. E ciò astenendosi laddove l’incarico esorbita le proprie capacità, nel rispetto dei codici di deontologia professionale e di comportamento.

La P.A. vista dal suo interno e ruolo delle Associazioni tecniche di categoria.

Téchne P.A., l’Associazione dei tecnici della pubblica amministrazione, in occasione della campagna di tesseramento 2019, ha chiesto agli iscritti, attraverso un sondaggio anonimo, la propria opinione riguardo all’operato della Associazione nel suo primo anno di vita. Insieme a suggerimenti e proposte per una più efficace azione a favore delle legittime aspettative degli associati ne è emerso un quadro pressoché desolante della qualità del servizio della P.A. a favore dei cittadini. L’indifferenza dei vertici dirigenziali rispetto alle legittime aspettative dei lavoratori, tutti professionisti con pluriennale e lodevole esperienza nella programmazione, progettazione e gestione dei lavori pubblici, non può che significare la mancanza di una vision strategica rispetto alle azioni indispensabili a garantire una adeguata performance organizzativa. La sensazione di distanza che i dipendenti avvertono rispetto al vertice amministrativo ci restituisce un quadro di inadeguatezza dell’apparato burocratico, rispetto ad una più auspicabile azione sincronizzata delle varie componenti per il raggiungimento degli obiettivi necessari a soddisfare i bisogni dei cittadini. La sensazione di indifferenza nei riguardi delle giuste prospettive di carriera dei dipendenti, soprattutto se conseguenti ai reali, concreti e misurabili positivi risultati raggiunti sul campo, non fanno che ingenerare elementi de-motivazionali e senso di frustrazione, che è esattamente il contrario di quello di cui ogni Organizzazione ha bisogno. L’Associazione allora ha il compito e il dovere di canalizzare tali insofferenze, nel tentativo di promuovere un miglioramento della qualità del servizio offerto alla collettività. Ma a nulla può servire ogni sforzo se chi ha l’onere nonché l’onore di governare la P.A. non vuole ascoltare. Nella speranza che con gli attuali interlocutori qualcosa possa cambiare, rimane l’importanza delle Associazioni come Téchne P.A. che hanno il ruolo e lo scopo di far emergere le criticità del sistema per migliorarlo dal suo interno.

IL VICE PRESIDENTE DI TÉCHNE P.A.

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